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CrossPurposes

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Cancro

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Bacheca60 post
CrossPurposes 7 ore fa

[L'Acqua e la Carta,  la Carne e lo Spirito]

 

Sono li che ti chiamano,
sinuosamente si schiudono,
ricordandoti da dove sei venuto.
Voragini che sono vertigini,
perché tra il pensiero e il senso,
si apre il vuoto.

 

 

 

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3

Mi descrivo

Come il momento che precede .. l'orgasmo

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

-

I miei pregi

Essere un uomo d'altri tempi

I miei difetti

Non essere un uomo per tutte le stagioni

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. I Diari dell'Isola
  2. L'Acqua e la Carta
  3. Mandare in frantumi l'Universo

Tre cose che odio

  1. *
  2. **
  3. ***

RadioactiveToy

҉҉       ҈   ҉҉      ҈҉       ҈   ҉҉       ҈   ҉҉  

 

L'Erotismo come punto

di origine e di fusione

della percezione,

è un viaggio cosmico,

magico, allucinato,

onirico,

musicale,

di rivelazione

autentica

nella perdizione.

 

͜͜͜͝͝͝͠

͠͡͡

Parentesi livida amniotica

 

֍֎֍֎

 

La carne risucchia

la voce languida

dell'Anima

 

 

 

 

Rêverie

 

Leap Of Faith

 

Onda Anomala

 

Stanotte mi sono addormentato come un bambino, con le onde a farmi da balia. Poi sono arrivati i gabbiani a chiedersi come fosse possibile che quei due si ignorassero. Cari gabbiani, non ci siamo ignorati un solo istante, ci ascoltavamo in silenzio, scrutandoci mentre eravamo voltati dall'altra parte, nel riflesso delle nuvole, nello specchio delle acque. Non è vero che ostentavamo indifferenza, abbiamo sfoderato la tigna di chi artiglia il valore di un'esperienza.

 

Certi legami sono come cordoni ombelicali, non puoi relegarli alle aritmie di una bacheca, non puoi confinarli nelle secche delle narrazioni soggette al ritmo delle stagioni dell'essere. In quanto, sono.

 

Siamo due parti di una combinazione che hanno bisogno l'uno dell'altra per decifrare il codice. Senza, restano le belle parole. Con, apriamo nuovi mondi, sveliamo nuovi significati. Alcune volte siamo scattati a vuoto perché diversi nei tempi e nei modi, pur sempre accomunati dalla ricerca del senso, nel magma onirico della creazione. Questo ha impedito di perderci.

 

Questa cover la creasti per difendermi dalle parole di altri, proteggendo l'importanza  di un legame. E' rimasta a lungo in fondo al profilo a chiudere la via, oggi la elevo a porta. Quando gli universi si capovolgono è il mare ad indicare le rotte celesti, mentre gli astri si immergono. Le stelle d'acqua risplendono.

No Reason To Live, No Reason To Die

Come bandiere

strappate a morsi

dalla furia dei baci,

filamenti dell'universo

oscilliamo in balià del vento.

 

L'erotica è musica eretica

nei labirinti del cuore

che ha smarrito la via di fuga,

pareti di madreperla

respirano la mia gioia.

 

Il volto si bagna

di turgida ebrezza,

traslucida veglia

nella tumida apnea.

 

Nei Gorghi dell'AuroraMarea

 

 

The Call Of Ktulu

Le emozioni che provo

quando ti leggo.

 

Una cavalcata onirica

affilata come un rasoio

che mi dona scariche elettriche

e squarcia le tenebre

con la luce del tuo volto.

 

Sei bruma e tempesta

che si agita nella mia testa.

 

 

Russia On Ice

Il ghiaccio si scioglie

e io affondo,

trafitto dalle tue parole,

dolci e acuminate come raggi di sole.

 

Sott'acqua ti rincorro,

nello sciabordio ovattato

dei sensi che carezzano,

si amplifica il respiro

e accelera il battito.

 

Il desiderio è un pozzo

che non conosce fondo.

E tu, Sirena,

custodisci il segreto

della mia Atlantide.

 

 

Sleeping Sun

Il desiderio notturno 

nei suoi elementi

fiabeschi, eterei,

di fiammelle 

che danzano nella mente

bramando la pelle.

 

 

Planet Caravan

Ci sono giorni in cui

i legami alchemici

e gli stimoli erotici

esplodono come comete,

sbalzandoti via lontano.

 

 

Sei un buco nero

pieno di colori

che mi inghiotte

in questa notte senza fine.

 

 

 

Mourn

Oggi tu indossi i tuoi occhi più belli,

io mi vesto d'assolo

per sfiorarti i capelli

e abbracciarti in volo.

 

 

Celestial Voices

Prove di meraviglia e incanto

L'organo 

La chitarra gabbiano

La voce 

Lo stupore del presente

I fantasmi del passato

L'estasi dello sguardo

L'orgasmo sonoro

Il quadro onirico

Uno scrigno di segreti

Psiche&Delia

 

Volo

 

 

Cavallo Bianco

Guardo il mare,

mi perdo nell'orizzonte

sterminato

e mi domando:

 

"Mi abbandonerà mai questa inquietudine che mi cavalca? "

 

 

 

It's All Over

I giorni e le notti
suonano 
in questi miei nervi 
di arpa. 

Vivo di questa gioia 
malata di universo 
e soffro 
di non saperla 
accendere 
nelle mie 
parole. 

 

Giuseppe Ungaretti

 

 

Kashmir

La musica può essere tante cose.

Amica, confidente, sorella, madre, compagna, amante, traditrice, giudice implacabile.

 

Può sottolineare tanti stati d'animo.

Dolore, solitudine, sconforto, depressione, incredulità, amicizia, amore, esaltazione, leggerezza, felicità, adrenalina, eccitazione.

 

Kashmir è puro amplesso musicale e sonoro tra la batteria di John Bonham e la chitarra di Jimmy Page, condotto su un tappeto di mellotron dal sapore orientale di John Paul Jones, sotto il velo vocale altamente erotico di Robert Plant.

 

Come tale, non può che condurre all'orgasmo dell'anima indomita e la mente raffinata con  la carne, sensorialmente sollecitata e scossa. 

 

 

No Quarter

Nuoto negli antri liquidi dei tuoi sogni,

attraverso correnti e sussuri,

mi cullo nei sibili di un piacere

arcano, remoto, ignoto.

 

 

Marooned

Quando ero ragazzo il tempo mi avanzava, e non sapevo come impiegarlo tutto. Questa cosa mi tediava. Ero ossessionato dall'idea di crescere, raggiungere degli obiettivi, mettere dei punti fermi, e il tempo scivolava via tra mille rivoli, lasciandomi arenato nelle secche dell'insoddisfazione più acuta, che spesso sfociava in un profondo malessere.

 

Oggi sono adulto, molti degli obiettivi prefissati sono stati raggiunti, forse ne ho mancati alcuni e ne ho realizzati altri, però il tempo scorre via veloce, implacabile nelle giornate che si susseguono uguali, e mi rendo conto che, al di fuori degli impegni e degli obblighi, di tempo da spendere per me non restano che poche briciole, per un appetito insaziabile quale è il mio.

 

E' dura vivere nella misura in cui è difficile sopravvivere a sé stessi, alle proprie deflagrazioni interiori, ai sismi e alle scosse che lasciano macerie invisibili, di cui restano i segni, le lacerazioni, i crolli, i cumuli di memorie di cui avverti irrimediabilmente il peso.

 

Resta la musica, ieri come oggi, a traghettarmi tra le generazioni, lasciandomi assorto spettatore del mio senso di incompiutezza.

 

 

 

The River

 

 

Tra le donne in musica ho una venerazione

per Polly Jean Harvey,

forse perché è tante donne in una,

dalla femme fatale alla bambina innocente,

passando per la  creatura incantata dei boschi.

Sicuramente il suo universo creativo

racchiude tante dimensioni musicali,

anche queste piene di variazioni

che oscillano dal lacerante all'ineffabile.

Nei suoi album si può ascoltare di tutto 

e il suo contrario, tuttavia non trovi mai

brani sciatti o messi li a caso.

Qualcuno può suonare più nelle proprie corde,

qualcuno potrà anche non piacere,

ma non c'è nulla di quello che crea e mette in musica

che mi lasci indifferente.

 

"Is this desire" è una fucina delle meraviglie,

e dopo aver ascoltato la voce del  "vento"

sussurra la voce del "fiume".

 

 

A Remark You Made

Puntuale arriva il venerdi

con la sua immancabile

dose di malinconia,

la realtà prepotente si mescola

con la fantasia,

e tu smarrisci la via.

Vorresti prendere pezzi di quà

e pertarli via di là,

anzi andarvene proprio via.

Torna il sale sulle ferite 

mai pienamente rimarginate,

torna il silenzio interiore

che tuona con fragore.

E tu non sai più chi sei,

soprattutto cosa vuoi.

 

C'è chi mi protegge

 

sotto la sua onda,

qualsiasi cosa accada, 

lei c'è sempre,

è sempre pronta.

Io guardo fuori dalla finestra

mi chiedo dove sia,

che faccia abbia,

come mi pensa.

Se mai stringerò

il suo volto

tra le mie mani.

Se mai assaggerò i suoi baci.

L'amore è una strana alchimia

che non concede scampo

e non dispensa resti.

 

A volte investe più persone

in misura diversa,

forse non sempre onesta.

Ma qui siamo 

ciò che sentiamo

e viviamo.

Non ci resta altro.

E allora cerchiamo

di riempirci 

il cuore e la testa

del meglio che abbiamo.

Tornerà la tempesta.

Siamo noi la tempesta

che ci travolgerà.

 

 

 

Lonely Is The Word

C'è una cosa che amo, di questo brano.

 

Che ad un certo punto la chitarra si alza, e parte per un altrove tutto suo.

 

Tre assoli consecutivi, ognuno con una propria dinamica e autonomia, che però uno dietro l'altro sembrano costituire un unico viaggio, senza ritorno, senza guardarsi indietro .. fino a spegnersi all'orizzonte, dove non arriva più lo sguardo.

 

Ogni tanto mi prende la tentazione di seguire quella chitarra, fare come quegli assoli.

 

Lasciare Cross,

lasciare il faro,

rientrare in me.

 

 

 

Buying New Soul

Una vita fa, una donna mi disse:

 

"Eco, nella vita le cose prezione vanno occultate".

 

Eco era il diminutuvo di Echoes, il nick che usavo in origine, tratto dall'omonimo brano dei Pink Floyd.

 

Quella persona mi insegnò ad amare in silenzio, nell'ombra, tra i spiragli che si aprono, dove nessun momento viene sciupato.

 

Nella musica, come nella vita, capita che autentiche perle restino celate per anni, possono essere b-side, oppure out-take, brani scartati da album che poi riemergono dopo anni in improbabili raccolte di rarities.

 

E splendono, come aurore boreali nel buio della notte.

 

Come Buying New Soul.  

 

 

Island

Era un'isola magica su una rotta antica caduta in disuso.

Aveva visto passare tanti occhi, aveva ascoltato tante voci.

Adesso c'era solo silenzio, interrotto di tanto in tanto dallo sciabordio delle acque lungo il perimetro delle rocce.

E c'era un faro, caduto in disuso.

Diventò il suo rifugio.

 

Pensava di fuggire dalle intemperie del mondo, rifugiandosi su quell'isolotto disabitato.

Ma non aveva fatto i conti con sé stesso.

Libero dalle angherie degli mondo, prigioniero del mare e del cielo, e dei suoi ricordi tumultuosi, impossibile da arginare.

 

Una sirena lo teneva inchiodato lì.

Puntualmente andava a trovarlo nel cuore della notte.

Nel suo cuore non c'era via di fuga, e tra le lenzuola non c'era scampo.

 

Talvolta aveva la forza del mare, le sue onde lo afferravano e lo sbattevano via per poi adagiarlo, esausto, in un altrove lontano.

 

Altre pareva un sussurro dal cielo, un pulviscolo di stelle che sapeva sedurlo e lenirlo, senza il bisogno di sfiorarlo con un dito. 

 

Questa è la storia di Cross, del suo Faro, dei suoi Echi di Marea.

E di una Sirena che non lo abbandonerà mai, per nessuna ragione al mondo.

 

Stiamo solcando oceani,

sembra di galleggiare nello spazio

tanto è etereo e astrale

il desiderio che ci lega.

 

Sei musica e mappa

che mi mostra la rotta

per Atlantide.

 

 

 

Stay On These Roads

Il tempo lenisce il dolore,

l'acqua del mare cicatrizza le ferite.

Nel lento sciabordio della memoria,

l'onda languida

bagna la perla,

accarezza le rive.

 

Nevicano lacrime d'amore.

 

Abbracciamo l'alba insieme.

 

 

Ghost Love Score

Floorgasm Part I

 

Da giorni il cuore trabocca di emozioni, lo sento vicino alla soglia di sfioro, basta un soffio a farlo tracimare. In queste condizioni è tanto facile volare quanto affondare. Esposto e in balìa degli umori, mi sento al contempo forte e fragile. Dalla fragilità nasce la forza, in apnea mi aggrappo con rabbia a quello che conta. E non lo mollo, a costo di trascinarlo con me a fondo. Lotto con tutto me stesso oltre la soglia del dolore e della disperazione, perché nello sconforto non c'è redenzione. Mi sorprende la tenacia che sfodero come una sciabola ad un passo dal baratro e che mi consente di superare indenne l'abisso. 

 

Nella vita ci vuole passione, coraggio e ostinazione per restare legati ad alcune persone. Rare. Così preziose da star male. L'amore è una benedizione che lascia ferite profonde, si gioca con le unghie e con le labbra. Si scorge l'Inferno anche alle soglie dell'Eden.

Quanto sei disposto a rischiare per poterla abbracciare, e trascinarla con te in fondo al mare?

 

My fall will be for you,

MY fall will be for you,

My love will be in you,

If you be the one to cut me

I will bleed forever.

 

The Poet And The Pendolum

Floorgasm part II

 “… tu dai vita alle parole, che altrimenti sarebbero solo parole.”

Gli anni dell’università passavo alcuni pomeriggi a scrivere poesie. E mi stupivo di come, talvolta, provavo una strana eccitazione nel comporre. E non mi capacitavo di come potesse accadere, visto che non stavo pensando a una donna e non avevo in mente riferimenti erotici di alcun genere. Erano visioni, paesaggi, elementi naturali. Poi con il tempo ho realizzato che entravo così dentro le mie immaginazioni che le parole diventavano il corpo del mio pensiero, e il modo con cui le trattavo, sceglievo, coccolavo era lo stesso modo cui avrei amato la mia donna, con passione, dedizione e intensità totale.

Poi venne internet, e la sua realtà virtuale, con gli slanci di ingenuo e sano idealismo, la voglia di confrontarsi, scambiarsi esperienze, emozioni, vuoti e desideri.  Restando sempre nel regno dell’immaginazione e dell’interiore, però non più soli con sé stessi. Scambi ad alto voltaggio in cui era possibile riconoscere il calore della presenza dell’altro, attraverso le sue visioni espresse in parole. Parole su parole. Un’esperienza mistica, non paragonabile e nemmeno interscambiabile con il reale. 

Mi sono spesso chiesto  cosa mi portasse a confrontarmi assiduamente con l’altro sesso in un approccio totale che andasse oltre il bisogno fisico, il desiderio sessuale che pur talvolta si può manifestare. Vi scorgevo una fame di vita, una sete d’amore. Un’esigenza vitale, come il respirare. Una sorta di  “Nevrosi Erotica” da Eros, Amore,  che riducevo affettuosamente in “nevrotica”.

La risposta che mi sono dato, al largo degli anni, appartiene più all’emisfero femminile del mio interiore che non a quello maschile.

Ogni uomo viene alla luce e salpa alla vita da lì, e non conoscerà nel corso della propria esistenza luogo più sicuro e accogliente di quello che lo ha cullato per lungo tempo, al riparo dalle insidie del mondo. Così, durante le tempeste emotive che si troverà ad affrontare nel corso degli anni, sarà attratto a tornarvi, cercare rifugio, conforto, amore. Lì, dove sa che può abbandonarsi.

E mi viene in mente l’interpretazion di Floor in “The Poet and The Pendolum”, una sorta di Requiem  “dalla fine all’inizio” scritto e inscenato da Tuomas in cui il tastierista compositore dei Nightwish, dopo aver attraversato i marosi emotivi di un’intera esistenza,  arriva ad inscenare la propria morte “con il sorriso sulle labbra, una penna e mille pagine cancellate”.

L’ultima sezione del brano , “Mother e Father” raffigura un accorato appello dei genitori ad alta intensità emotiva. Floor, autentica vichinga valchiria prestata al rock si siede vicino agli altri musicisti, con un’interpretazione vocale da brividi, accoratamente “materna”, da far increspar la pelle e piovere lacrime.

"You have such oceans within"

 

 

The Greatest Show On Earth

Floorgasm Part III

 

Sotto una pioggia di stelle

scende la dea a sussurrare

l'amore per la vita,

e si trasforma in guerriera

a difendere la natura e la civiltà.

 

Noi eravamo qui,

dove siamo finiti,

cosa siamo diventati?

 

Part IV - The Understanding (Richard Dawkins)

 

Moriremo e questo ci rende i fortunati
La maggior parte delle persone non morirà mai perché non nascerà mai
Le potenziali persone che avrebbero potuto essere qui al mio posto
Ma che in realtà non vedrà mai la luce del giorno è più numeroso dei granelli di sabbia del Sahara
Certamente quei fantasmi non nati includono poeti più grandi di Keats, scienziati più grandi di Newton
Lo sappiamo perché l'insieme delle persone possibili consentito dal nostro DNA
Supera così enormemente l'insieme delle persone reali
Nonostante queste incredibili probabilità siamo io e te, nella nostra normalità, che siamo qui
Abbiamo pochi privilegiati, che hanno vinto la lotteria della nascita contro ogni pronostico
Come osiamo lamentarci del nostro inevitabile ritorno a quello stato precedente
Da cui la stragrande maggioranza non si è mai mossa?
C'è grandezza in questa visione della vita, con i suoi numerosi poteri
Essendo stato originariamente respirato in poche forme o in una
E che mentre questo pianeta ha continuato a pedalare secondo la legge fissa di gravità
Da un inizio così semplice sono state infinite le forme più belle e meravigliose
E sono, evoluti

 

 

Moonloop

A chi scruta le stelle,

A chi cerca risposte negli occhi della gente,

Ai Templi d'Amore scossi nelle fondamenta,

Agli Angeli sospesi in volo a testa in giù,

A chi rialzandosi in volo prova un senso di vertigine,

 

Quando anche le Lune si capovolgono sotto il Mare

Nella Celeste Apnea

Fermatevi a Respirare

 

+Coma Divine+

 

 

Firth Of Fifth

Bevo i suoi occhi,

intensi e lancinanti,

come comete risucchiate

in buchi neri,

fari illuminanti

dal profondo del cosmo.

E sogno le sue labbra,

come le note di questo splendido

assolo di chitarra,

che mi tiene incollato alla vita.

 

 

My Favorite Things

Quando ci si rifugia in esilio su un'isola deserta a contatto con la natura e il proprio mondo interiore, al riparo da influenze e interferenze di altre persone, diventi un microfono che registra le voci dell'Universo, la sua musica arcana, lontana, che dal cosmo si cala in acqua, e si traghetta a riva. E catturi i ritmi della terra e del mare, che, con progressione armonica, ascendono ad altezza siderale.

 

Il sax soprano di John Coltrane ci racconta la voce graffiante delle stelle.

Il piano di Mc Coy Tyner, sostenuto dal contrabbasso di Steve Davis e dalla batteria di Elvin Jones,  ci narra  il sogno impetuoso del mare.

 

Dal mio Faro sulla terra, conteso tra Mare e Cielo ascolto estasiato. 

 

 

Starless

Seduto sulle rive del cosmo

mi affaccio nel caos,

scandaglio la notte

così densa e melliflua

da invischiare 

la luce delle stelle

in un mortale abbraccio.

 

La vertigine

del vuoto

è pronta

al collasso.

 

I tuoi occhi

mutevoli

li cerco,

li invoco,

li sento

addosso.

 

Unico Faro

nelle tempeste

dell'Universo.

 

D'immenso

esplodo.

 

~~~~~~~~~~~~~~~~~

 

Alle volte provo ad immaginare le stelle comportarsi come esseri umani. Noi le osserviamo nella loro perfezione immota, distanti migliaia, talvolta milioni di anni luce, ma a me piace pensare che là, dove il nostro sguardo non arriva, stiano lì a correre, nascondersi, perdersi, spostare asteroidi e polvere cosmiche come fossero mobili in quelle dimensioni senza pareti, discutere animatamente e scontrarsi, come se stessero facendo a botte. Magari qualcuna combacia e si mette a fare l'amore, e spargono in aria comete. Comete, Come Te.

 

 

To Live Is To Die

Stamattina il cielo prometteva pioggia,e infatti, come sono uscito a passeggiare, ha iniziato a lacrimare. Non mi sono dimenticato di te, Madre, ho ancora presenti i respiri che ti sono scivolati in gola in quegli ultimi, concitati istanti, in cui hai tentato di comunicarci qualcosa. E noi li, impotenti, a vederti affondare verso l'Altrove.

 

Certe fratture non si possono sanare, ad un certo punto ti fai forza e guardi avanti, cerchi di costruire ponti che attraversano le voragini che la vita ti apre, tuo malgrado. Così io ho fatto con Te, nei giorni che passano cerco di godermi la vita che tu mi hai donato. Quando posso, qualche volta quando ne sento il bisogno, passo a trovarti, e parliamo. Come l'ultima volta, pochi giorni prima della fine dell'anno, in cui ti ho chiesto, per la prima volta da quando mi hai lasciato,  una cosa per Me, e tu hai esaudito il mio desiderio.

 

Voglio essere Felice, Madre.

 

Però oggi è il nostro giorno, da nove anni a questa parte.

Per cui abbracciamoci nel ricordo, e piangiamo insieme.

 

 

Supper's Ready

Siamo i momenti che scegliamo di indossare.

 

L'intensità che ci mettiamo, dice molto di noi.

 

Soprattutto quando abbiamo tutto da perdere, e nulla pare destinato a salvarsi.

 

La sera che postai Supper's Ready suonata da Hackett con la sua band c'erano delle parole rotolate come pietre dalla cima di un monte che mi avevano schiacciato. Volevo andare a dormire, e non riconnettermi più, per non leggere più quelle parole, e altre parole del genere. Avrei fatto sprofondare volentieri l'isola di Cross. 

 

Poi mi sono ricordato della massima di Lao Tse: "Anziché maledire il buio, accendi una candela". 

 

Così ho spento il faro, e acceso un falò. Se non riuscivo a farmi comprendere dalle onde, forse mi avrebbero ascoltato le stelle.

 

Dopo venti minuti alle spalle, alcuni in tempi dispari, Hackett ad un certo punto guarda in alto, quasi in cerca di ispirazione, spalanca gli occhi, apre le mani, alza il pollice ,  si piega in un cenno di assenso, e si carica letteralmente sulle spalle un brano colossale (che lui,beninteso, ha contribuito a scrivere) con 40 anni di storia sul groppone, ma è il modo in cui lo fa, al di là della gran tecnica e del suo indiscutibile tocco, che dice molto di lui. Con la sua chitarra è come se avesse risollevato Atlantide dalle disgrazie in cui era sprofondata. Sono minuti di Pathos, di Epos, di Eros (Amore), di altre parole che non riesco a trovare. Lui il modo di aprire un varco nel buio lo trova, trova uno spiraglio anche per me, sepolto sotto le macerie. 

 

Quando vedo, ascolto questi straordinari musicisti dare così tanto, suonare con quella passione e tenacia, ispirati e mai sazi, capisco perché dobbiamo metterci sempre quel qualcosa in più nelle situazioni che ci investono, che spesso andrà anche sprecato ma, quando serve, ti cambia gli orizzonti e le prospettive.  

 

Non risparmiatevi, mai.

Non suonate per la gloria, fatelo per voi, e per chi vi resta accanto, in silenzio, senza chiedere nulla in cambio. 

 

 

 

 

 

The Desert Song

Questa notte la Luna si è presa gioco di me.

 

Ha sollevato onde gigantesche, implacabili nel loro ghigno beffardo, che hanno riversato di tutto sulle mie sponde. Non ho potuto far altro che assistere impotente, asserragliato nel mio faro.

 

Stamattina, nella quiete della giornata primaverile, ho ancora nelle orecchie quel fragore assordante di quei frame, l'isola pare emersa da uno scenario apocalittico di devastazione. Pezzi di legno, corde, ricordi che incagliati galleggiano, aneliti ricoperti di terra, sgualciti nella loro tenera commovente bellezza. 

 

A volte ci si sente così piccoli, quasi inconsistenti, nonostante gli sforzi profusi. Si fa fatica persino a provare rabbia, dopo un'iniziale sfuriata. Resta una tristezza che galleggia negli occhi nella malinconia che ammanta il cuore. La Luna perpetua la maledizione di Atlantide, il sogno irragiungibile, inafferrabile. Guai osare sfiorarlo. Ti sbalza furioso ai bordi del Cosmo. 

 

~~~~~~~~~~~~~

 

Ho amato dal primo istante quest'isola solitaria e arcigna, avvolta da una soverchiante bellezza, da eleggerla a casa, nonostante le difficoltà di vivere in un luogo sperduto, dimenticato da Dio e dall'uomo. Ho tentato di renderla accogliente,  resistendo allo sferzare dei venti,  cullandomi nello sciabordare sussurrante delle onde che mi chiamavano a riva. E sono convinto che tornerà a splendere, perché ci metto amore nel fare le cose.

 

~~~~~~~~~~~~~

 

Se dovessi portare un disco su un'isola deserta non avrei dubbi, non sarebbe il solito celebre nome, quanto qualcosa di remoto e ignoto che mi ha scardinato il cuore. Una sequela di brani che soffia, graffia, scartavetra l'anima, che nel minimalismo strumentale è capace di elevare cattedrali sonore. Qualcosa di simile ai nervi d'arpa di ungarettiana memoria, che talvolta risuonano, qui frustano anche. Mi piacerebbe riuscire a scriverne degnamente, di questo gruppo, di questo disco, delle sue perle incastonate nell'oblio, che ancora assordano. Non so se ne sono capace, ma ci proverò, come sempre darò il massimo. Mentre inizio a rassettare l'isola, ne diffondo in aria un brano. Voglio veder danzare bracciarli di polvere e spirali di foglie sulla mia testa. Voglio spazzare via questa amarezza che impasta la bocca. Voglio essere felice, con tanto e con poco, dietro quei orizzonti in cui sovente mi perdo.

 

~~~~~~~~~~~~~

 

 

Dancing

Tutto è iniziato così.

 

Come mi abbracci.

Come mi guardi.

 

Non dimenticarlo.

Mai.

 

 

Con Infinite Voci

 

  

 

I luoghi preziosi,

le promesse speciali.

 

Epitaph

“Si può essere felici senza smettere di essere tristi”

 

E' una frase di Marguerite Yourcenar, tratta dal suo primo romanzo, Alexis o il trattato della lotta vana. Mi ha sempre fatto riflettere, e a distanza di anni mi fa ancora una certa impressione. Come tutte le espressioni apparentemente paradossali, è vicina al cuore della verità degli uomini.

 

Più si arriva in alto, più l'aria si fa rarefatta, si è esposti alle correnti dei sentimenti. E per chi ha un animo introspettivo, nervi scoperti e ipersensibilità di fondo, non è così raro oscillare da un polo all'altro. Non so se vi è mai capitato di stare con una persona amata, e intristirvi ancora prima di salutarla, perché la vostra mente è già proiettata al dopo, al momento dell'assenza. Oppure vivere uno stato di grazia, e sentirvi in colpa perché qualcuno vicino a voi, in quello stesso istante, sta soffrendo per qualcosa o qualcuno. Sono tante le ragioni per cui la malinconia si affaccia anche durante un momento di gioia, alle volte ci si mette la paura di volare, altre quella di cadere e farsi male, oppure l'errata convinzione di aver visto e provato tutto dalla vita da non aver diritto ad altro. Chi ha vissuto a lungo in solitudine, ed è spesso dovuto bastare a sé stesso, calandosi nei propri pozzi interiori, poi fa fatica a chiudere quelle botole.

 

La felicità è un di più che aggiunge qualcosa, senza nulla togliere al resto. 

E' zucchero alle labbra, ci delizia e addolcisce l'animo, ma non rimargina le ferite, che bruciano ancora se ci cade sopra il sale. E' vino che inebria e dona euforia, ma non cancella i fantasmi del passato che tornano a galla con le paure quando vengono meno i freni inibitori.

 

Non so perché scrivo queste cose, alle volte le dita si mettono in moto dietro ai pensieri che procedono in ordine sparso. Alle volte si sposano alla musica che mi ronza in testa.

 

Epitaph, la Felicità della Tristezza

 

  

 

Hemingway

Mentre mi incamminavo verso il promontorio, ho scorto un fiore. Mi sono inginocchiato, e l'ho accarezzato. E mi sono balenate queste parole.

 

Sapeva di prati al sole e inchiostro fresco

 

Visioni Di Archimede

Alle volte mi capita di guardarmi indietro per comprendere dove ho perso il segnale.

Altre per domandarmi se quello che ho vissuto era ideale o reale.

E poi mi guardo indietro per domandarmi dove voglio andare.

Alla fine, mi sembra tutto un grande naufragare.

E non capisco mai se sono io a volerlo oppure è così che deve andare.

 

Poi guardo avanti, e vedo il mare.

 

Non voglio rinunciare a bagnarmi, a tremare.

 

Stati di Immaginazione

Stati di Tensione Emotiva e Creativa

 

Stato che salti oltre la Stasi

 

 

Street Spirit

Vorrei passare una vita per strada

e non dover tornare indietro mai.

Trovarti dietro ogni angolo,

e poi perderti, e ritrovarti ancora

alla svolta successiva.

Affacciarmi nei tuoi sguardi lontani ed assorti.

E poi sedermi sulle tue labbra

ad ammirare il salto delle cascate,

rapito dal rombo inumidito di nebuloso fragore.

 

 

It's A Miracle

Tu sei un Miracolo

caduto nella mia vita

persa alla deriva.

Ti cercherò ovunque,

dietro ogni nuvola,

dentro ogni goccia d'acqua,

in ogni granello di sabbia,

sopra ogni petalo,

sotto ogni foglia,

sulle creste delle montagne,

in ogni filo d'erba,

dentro le lacrime,

in ogni risata,

dentro ogni conchiglia,

nei borghi arroccati,

lungo ogni strada,

nei pulvIscoli di stelle,

nelle carezze di luce,

negli squarci d'amore.

 

Amo ogni scorcio di Te 

 

 

To Bid You Farewell

Una domenica.

Tante domeniche.

 

Atmosfere e paesaggi di solitudine.

Te la giochi con le nuvole e la schiuma del mare.

 

Poi arriva la musica, che ti salva e ti eleva da terra.

 

Le lune propiziatorie

affacciate sugli scogli

agitano le maree

che schiumano amore.

 

Bocca di Luna

baciami nell'occulto

e divorami in silenzio.

 

 

Burden

Sfumature di suoni,

nuances di colori.

I pensieri si fanno liquidi

mentre scorrono nelle pareti

a picco sui sensi scossi.

Colano a valle

gli istanti bradi

delle vertigini d'amore.

Divelti i cancelli

del pudore,

sospirano le Gole.

 

 

To Rid To Desease

Chi glielo dice al vento

che le tue labbra

procurano maggior turbamento?

 

Schiuma la rabbia dell'invidia,

gli scogli l'arrestano a riva.

 

Si profilano intricati orizzonti

che sciolgo in audaci racconti.

 

Non credete agli incanti?

Vi restano i pianti.

 

 

 

The Sky Above The Rain

Certe notti sono

un buco nero

in cui perdi

il filo e il segno,

un pensiero,

il ricordo,

il significato

di un gesto,

le ragioni

del momento.

 

Certe notti

non sono,

semplicemente

accadono.

Nel più assoluto

silenzio.

 

 

A Fair Judgement

Io non rinuncerei ad andare

qualora tu non mi dovessi seguire,

sono abituato a svegliarmi solo

mentre sogno di averti accanto.

Magari un giorno mi rileggerai

e verrai a chiedermi, come stai?

Sto, sullo scoglio

dentro un guscio d'acqua

che mi canta la ninna nanna

e mi addormenta.

 

 

A Love Supreme

Le ferite dell'anima

non si curano con le parole,

servono labbra abili

a succhiar via il dolore,

occhi capaci

di sciogliere resistenze,

mani che sappiano

come spalmare amore.

 

A Love Supreme

 

Una dichiarazione di Libertà

Per animi randagi e cuori indomiti

 

Quando la musica si eleva a preghiera,

Angeli e Demoni si arrestano in volo

e rapiti ascoltano.

 

 

Windowpane

Per quanto ci ostiniamo a scansarle,

le malinconie, le nostalgie,

sono salutari per la purezza 

delle nostre anime,

nel loro sgorgare autentico,

nel ripulirle dalle scorie.

 

Ho questa immagine.

 

Io e te dopo un'accesa discussione.

Tu, affacciata dal balcone della camera,

fumi una sigaretta, dandomi le spalle.

Non ti vedo, ma sento che hai

il volto rigato di lacrime.

Io non so più cosa dirti,

e mi avvio verso la porta.

Mi pesa lasciarti cosi,

ma non vedo altra soluzione

che andarmene.

Apro la porta ma,

non riesco a varcare la soglia.

Mi volto, e sei ancora li 

con le spalle girate,

forse con gli occhi chiusi,

nell'attesa di quel fottuto

... (rumore porta che si chiude)

che ti spacca il cuore,

mettendo fine alle torture.

E invece no.

La accosto piano...

Non la chiudo.

Mi volto.

Torno sui miei passi.

Ti abbraccio da dietro.

Forte.

Ti volto.

Si che hai il volto rigato di lacrime.

Ti bacio e le bevo.

 

Vedi amore, o troviamo il modo

di sorprenderci restanto abbracciati

o... affondiamo entrambi.

 

Mi piace questa musica, questi tempi,

questa batteria, questa voce,

questi mutamenti di paesaggi sonori, 

questo non darsi mai per scontati,

quando si ascolta la musica,

quando si posta.

 

 

Harvest

E mentre sei li china che scrivi

con gli occhi stanchi

io ti immagino radiosa

a correre tra gli alberi.

Sento i pensieri frusciare

eleganti e liberi come cervi.

Sei bella quando crei,

filtri come luce,

abbagli gli occhi miei.

 

Andiamo a dormire.

Ti rimbocco le coperte.

Al risveglio ti preparo il caffè.

 

Buonanotte

 

 

Echoes

Una faro illumina di notte il mare di fronte, manda segnali alle navi e alle stelle, governa le rotte. Per chi lo abita è un cero votivo sull'altare dei ricordi. Quando scegli di ritirarti su un'isola deserta a fissare l'orizzonte, fatto di onde sotto una volta celeste, metti in conto che loro torneranno a bussare. 

 

Dall'isola non scorgi le radici che affondano nel mare fino al cuore della crosta terrestre. In un uomo è difficile individuare gli spuntoni del dolore, il deserto della solitudine, le sorgenti dell'amore. E' tutto sepolto in fondo all'animo, al buio, nel silenzio del passato vissuto. I ricordi operano come il sangue nel cuore, rimettono in circolo tutto. Come, quando, perché, non è dato sapere. 

 

"Sei come una figura collassata, degenerata al centro"

 

un giorno mi dissero, leggendo quello che scrivevo. E io immaginavo un buco nero di cui intuivo la devastante intensità senza coglierne il fondo.

 

Spesso illude la passione, erutta magma dal nucleo delle nostre risorse, concentrate tutto in un punto in un dato istante. Eccita, libera, scuote, infine spossa. Resta il fragore assordante dell'immobile, quando l'universo si placa.

 

Mi sono ritirato su un'isola deserta sondando le striature del dolore nella sedimentazione del tempo fino a scorgere le matrici di ogni viaggio.  Nel cuore dell'uomo, in fondo al suo animo oscuro, serve un grande lavoro di scavo, e un accurato lavoro di pulitura e ricomposizione di ogni frammento sottratto alla gelida morsa dell'oblìo. Come un viaggio al centro della terra, alla ricerca del tempo perduto, incastonato nel cuore della roccia, per cavare pochi grammi di luce e colore in forma di gemme.

 

Ero un'isola abbandonata e inospitale, battuta dal vento e dalle onde, fuori dalle rotte. Inizio a scorgere navi all'orizzonte, cariche di buoni sentimenti,  che vogliono approdare sulle mie coste, battere i sentieri tracciati dalle mie parole.

 

Il faro mi ha insegnato a puntare lontano e alto, restando ancorato nel profondo.

 

 

The Messiah Will Come Again

Piove.

A tratti mescola acqua a neve.

Si placa.

Riprende.

Vento di baruffa.

 

Il cielo è vivo.

Anche quando si lecca le ferite

non rinuncia

a dettare il suo umore.

 

Non si piega,

non si spezza,

tuona. 

 

Scandisce a chiare note,

con umido fragore.

 

Blu di blues,

la vertigine che provo

quando ti vedo,

quando ti leggo.

 

Precipito 

nel morbido.

Affondo nell'estasi.

e finalmente

respiro.

 

 

Il Mio Ruolo

Chissà dove sarai ora.

Ti immagino

capelli al vento

e zaino in spalla

lungo la strada.

 

Lontano da tutti,

ma non da me.

 

Io sono ovunque,

nelle agavi del deserto,

negli anemoni del mare,

affacciato dietro le stelle,

nei salti delle cascate.

 

Non esiste luogo,

tempo e spazio

che possa nascondersi

alla luce del faro.

 

Il mio ruolo

è proteggerti,

guardarti le spalle,

troverò il modo

di restarti accanto.

 

 

Stairway To Heaven

 

Hai atteso che mi addormentassi,

sei scesa a porgermi la tua carezza.

Il vento sussurra in cima alle montagne.

Da li si scorge il mare.

 

Il pifferaio ti sta chiamando,

vuole che tu lo segua

 

a portare nel cuore della notte

nei sogni della gente

tutta la musica e l'amore

di cui sei capace.

 

Cara signora,

senti il vento soffiare

e lo sapevi

che la tua scala è fatta

di vento che sussurra 

 

Zoso e Maat ti hanno ricondotta a me.

 

It makes me wonder.

 

Questo mi stupisce.

Tu mi meravigli.

 

E scendiamo per strada

con l'anima più piccola dell'ombra

là cammina una signora che tutti conosciamo,

che fa splendere la luce e vuole dimostrare

che tutto continua a tramutarsi in oro.

E se ascolti molto attentamente

prima o poi la melodia giungerà a te

quando tutti sono uno e una cosa sola è tutto

essere saldi come una roccia e non un sasso che rotola.

 

And she's buying a Stairway to Heaven.

Interstellar (Main Theme)

Esistono galassie così vicine da collimare che potrebbero sfiorarsi, persino toccarsi, ma qualcuno ha deciso che non può essere. Non deve essere. Ci si limita a sbirciarsi clandestinamente.

 

Si vive al passato ignorando il presente, senza futuro alcuno. 

 

Che spreco di risorse e di energie. Che inutile narrazione. Certe cose un faro non le arriverà mai a capire. Lui ragiona su un piano più semplice. Dalla terra osserva il mare e il cielo, due mondi che, quando sono ispirati, si compenetrano. 

 

Un pulviscolo di scuse ci disperderà.

 

 

 

Sailing

Barlumi di spazio

si liberano.

Come lucciole di notte

in mano si posano.

 

E viene giorno.

 

Il mare è calmo.

Il vento è leggero,

affilato.

 

Salpo,

lascio a terra

lo zaino.

Per le zavorre

c'è sempre tempo.

Per gli appunti

basta lo sguardo,

la mente tesa,

l'anima sgombra,

il cuore in tumulto.

 

Prima o poi approdo

all'isola

che non fa per me.

 

 

 

I Am The Sea - The Real Me - Quadrophenia

Ci salverà un abbraccio.

Blu.

Come te.

Come le nostre profondità,

che oggi si cercano

e un domani, 

altrove,

si congiungeranno.

 

 

 

Ho scelto di essere mare

e risuonare,

sbattere avanti e indietro

le mie onde

sulle medesime sponde.

E bagnare molti

dei tuoi pensieri,

appena mi sfiori.

 

Trittico Quadrophenico

 

 

 

Hope Leaves

Ho perso il conto delle volte

che mi ha salvato la musica 

quando volevo serrare

gli scuri del mio cuore

per arroccarmi nel dolore.

Lei bussava alla finestra

impedendomi di commettere

questa grande sciocchezza.

Sembrava dirmi ...

 

qui deve passare

aria e luce,

deve uscire il dolore,

fai entrare amore.

 

La musica, come la scrittura,

mi ha spesso tenuto a galla

arginando ogni tentativo 

di deriva dell'anima.

 

E' un discorso astratto alla mente

accecata dalle sofferenze,

eppure concreto nel cuore

che trae conforto dalle carezze.

Per questo va lasciato respirare,

quando il dolore annebbia la ragione.

 

Accade nella vita

che vecchie speranze crollino

ma non esiste rovina

che possa impedire

che di nuove ne germoglino.

 

Tu lascia aperta la finestra.

Sempre.

 

 

Clavicula Nox

Certe sere si consumano lente

come sigarette inghiottite dalla notte,

resta nell'aria l'odore acre

di poche boccate d'evasione

corpose, animate.

Quel senso fugace

che impasta la bocca

alla ricerca di improbabili

vie di fuga.

 

Non c'è luce in cielo,

si è bevuto le stelle,

giace disteso, ubriaco

col cappello calato in volto.

 

Farfuglio parole senza senso

perché in fondo, quel che cercavo

l'ho già trovato.

 

 

Dirge For November

Tu,

capelli di fieno

e labbra di corallo,

tu

che sussurri

parole di miele

mentre

mi sbrani

l'anima.

 

Tu,

il tuo incedere

acustico

ipnotico

nello scintillare

del metallo.

 

Ti aspetto a riva.

Stanotte.

Nell’ora di alta marea.

 

La furia delle onde

ci trascinerà via.

 

Calerà la luna

a sedare il mare,

riservandoci

le sue sponde

sacre.

 

Dove troveremo

finalmente

pace. 

 

 

Seven

Le apnee celesti

nelle notti infinite

di sinuose correnti 

che lambiscono i piedi

di baci affluenti.

 

E mi perdo nel cosmo

al largo dei giorni

nel cielo capovolto

che stravolge orizzonti

in cui navigo assorto.

 

 

One Of These Days

Ho passato interi giorni a fissare l'orizzonte confidando nel tuo ritorno. Lanciavo sassi al mare, sperando ti parlassero di me. Scrutavo il cielo immobile. Nessun segnale dalle nuvole, o dalle stelle.

 

Poi un giorno si è alzato un vento che ha inanellato spirali di polvere, un segreto tormento che mi ha danzato di fronte. Ho udito uno sciabordiò d'acqua alle spalle. E sei apparsa tu, in tutta la tua stanca bellezza, il volto segnato dal malessere, gli occhi liquidi, i lunghi capelli gocciolanti d'acqua. Ti sei avvicinata senza proferir parola,  chinando la testa sulla mia spalla.

 

Non ti ho chiesto nulla. Ero felice così, di averti nuovamente tra le mie braccia. Abbiamo fatto l'alba attendendo il posarsi del vento, e ti sei addormentata tra le mie labbra. Sirena nuovamente  serena, finalmente distesa. La tempesta interiore è passata. Bentornata.

 

 

The Drapery Falls

Io

non so leggerti

e a volte mi perdo

nelle derive melliflue

che colpiscono

come ondate sonore.

 

Ma ho promesso

di proteggerti

sempre,

starti accanto

nei momenti difficili,

e ho giurato di amarti

ad ogni battito di cuore.

 

Non ho paura delle ombre

che si agitano nei boschi,

solo che alle volte nell'anima

si  annidano autentici mostri

da trafiggere con spade di luce

forgiate dai sentimenti duraturi

affilate nelle emozioni forti.

 

L'Oltre è un approdo difficile,

una promessa da rinnovare ogni istante

lungo un cammino pieno di insidie.

Però per noi, è l'unica meta possibile.

 

 

Amico Fragile

 

 

 

Un Posto che si chiama Arrivederci

 

La grande nazione indiana dei pellerossa d'America annovera tra le sue file la tribù dei "senza popolo" e dei "senza nome", uno sciame di lupi solitari che viaggiano soli per i quattro angoli del continente nordamericano per professare il proprio stile di vita, anarchico e solitario, in piena comunione con il cielo, la terra, e per alcuni di loro, con il proprio cavallo, unico vero amico e compagno fedele di un cammino, di un'intera esistenza. Gente che giunta ad una certa età abbandona il suo campo per non farvi più ritorno, per sciogliere non i propri legami di sangue, ma i legami sociali, tribali, di casta, ereditari, come ereditario è quel mondo, quel modo di vivere in cui non riescono a specchiarsi. Nella società moderna occidentalizzata del duemila, globalizzata e ideologicamente collegata nelle sue varie componenti, esiste al pari una grande tribù trasversale alle divisioni economico-classiste di cui questa è composta, che va dalla prostituta al drogato, passando per l'impiegato modello. Una moltitudine di persone sparse nei più svariati angoli del globo, uniti da un'uguale speranza, illusione, utopia, visione. Gente destinata a condurre una vita comunque randagia al di là del proprio benestare, a rovistare tra gli angoli bui del proprio essere, a vivere ai margini di questa società in cui non trova motivi di comunione e identificazione. Fabrizio ha dato voce a questa marea di anime che dal balcone del primo piano o sopra una quercia, davanti al cerchio di un pozzo o in un campo di papaveri rossi, alza gli occhi al cielo manifestando la stessa ansia di ricerca: "Quella di vivere in un mondo che non deve essere necessariamente più giusto o migliore, sicuramente più ricco di significati e aderente al proprio modo di sentire e percepire, una vita scelta, costruita, voluta, non predestinata e immutabile nei suoi elementi". Perché, non dimentichiamocelo, la vita, prima di poter essere o divenire un meraviglioso dono è un'eredità, e a certe condizioni di origine, alquanto pesante e gravosa, cui sovente fatichiamo a raddrizzare e a modellare con le nostre azioni secondo le nostre sembianze. Una scelta che qualcuno ha posto in essere per noi. Da questo passaggio fondamentale, troppo spesso ignorato, si snoda la dimensione del Faber uomo, artista, poeta, anarchico, sognatore. Le sue creature, estrapolate dalla vita che ci scorre davanti ogni giorno, acquistano un'intensità e un vigore nuovo, ripulite della miseria e della mestizia quotidiana, un'umanità che sfugge sotto la luce malata del sole, come quella "lettera vera di notte e falsa di giorno". Non più canto di un momento, delirio episodico, ma ragione e sostentamento di un'arte e di una speranza di cui, oggi, siamo a piangerne il mancato rinnovarsi.

 

 

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