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Mi descrivo

Da quel giorno in poi ho accettato solo la compagnia o l'affetto di individui o guerrieri morti come me

Su di me

Situazione sentimentale

-

Lingue conosciute

Inglese, Klingon

I miei pregi

+ + + + + +

I miei difetti

- - - - - -

Amo & Odio

Tre cose che amo

  1. nessuna
  2. nessuna
  3. nessuna

Tre cose che odio

  1. nessuna
  2. nessuna
  3. nessuna

I miei interessi

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Vacanze Ko!

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    • Animazione

    Libro preferito

    "L'arte di sognare" di Carols Castaneda "Teosofia" Rudolf Steiner

    Meta dei sogni

    NAGUAL

    Film preferito

    " A OVEST DI PAPERINO" di Alessandro Benvenuti

    da "L'isola del Tonal" di Carlos Castaneda

    " Quando moriamo, moriamo con la totalità di noi stessi.Uno stregone si pone la domanda: " Se moriremo con la totalità di noi stessi,perchè non vivere,anche,con quella totalità?"

     

    Don Juan

     

    SOGNO

    O sogno tienimi ancora un pò tra le tue braccia,
    culla questo male che mi rende sveglio quando non vorrei e
    chiude i miei occhi nell'ora del vedere...
    O sogno rendi sfocati i contorni di questa realtà,
    che io possa viver in te anche quando l'occhio fuori sarà
    desto e quello di dentro farà luce su questo lungo cammino.
    Allora il dolore non saprà più trovarmi perchè tu sarai
    rifugio e tra le tue pieghe si libererà l'anima mia.
    Sospeso come una nuvola sarò al di sopra e in questa
    profonda assenza scorgerò la vita.

     

    IO.

    DIRETTO ALL'INDIETRO

    E malato di nostalgia cammino inevitabilmente con
    lo sguardo all'indietro...
    Le mani in tasca e faccio spallucce...
    Lacrime atipiche,timide lungo il viso,in quella
    commistione di gioia e dolore che si prova nel lungo
    ed interminabile commiato...

     

     

    IO.

    SOLO

    Tutta questa solitudine che mi piove addosso
    impregna le mie ossa di profonda tristezza...
    amara e acuta...
    come un urlo trafigge il mio cuore.

     

    IO.

    MetafisicaMente

    Mi affaccio su questo deserto a tinte strane...
    Assale un atmosfera Ocra,degna del miglior Giorgio...
    Resto immobile in alto...
    Una consapevolezza sbiadita mi avvolge mentre una tenue nitidezza esorta il
    mio sguardo a mirare avanti in basso...
    E' un pò che mi chiami,son quì...
    Parlo senza parole...
    Perdo peso dal terreno e mi libro in avanti...
    E' un volo lentissimo,leggero,ho la sensazione di poterlo abbaracciare questo
    scorcio...
    E' tutto così profondo eppur racchiuso...come il cielo su una tela...
    Vorrei che la corsa non si fermasse mai...voglio restare...chiedo cose a
    nessuno...
    Non voglio tornare,in altri tempi avrei terrore ma ora non voglio tornare...
    Voglio rimanere sospeso a farmi guardare da tutto quel niente là sotto...
    Eppure sento tanto calore...
    Brividi lungo la schiena come cascate mi lascian senza respiro...
    Solco dall aria questo immenso oceano pastello pensando che non voglio
    tornare,lo dico in giuramento,Io non voglio tornare...
    L'Anima mia non tollera più Mortificazioni...
    Vedo solo orde di fiamme spente
    E stanco di gridare a muti orecchi ripiego su me stesso...
    Penso al mio viaggio.
    Io Penso al mio Viaggio e quì dentro non ci voglio nessuno.
    Mi stringo alla mia Misantropia rivolto altrove...
    Rimango per altro tempo ancora...
    Perso ed Immerso in quest aria sconfinata e trasparente.

     

    IO.

    IL SUSSURRO SORDO

    Arriva all'improvviso insieme all'assenza...
    Tutto è intorno,però più immobile,però più sfocato...
    Inizia un movimento sordo e frenetico...
    Sono accecato,investito, ma i miei occhi non se ne accorgono,
    guardano e non vedono.
    Il seme è così piccolo eppur così grande...
    E' sempre lì alla tua portata eppur non lo vedi.
    In quest'attimo tutto è chiaro,
    ho risposte,
    sono ovvie,
    riconosco il loro nome,
    le sento mie,
    mi donano pace e la calano su tutto...
    Ma un ombra scuote il mio torpore e senza lo sguardo corro oltre,intuisco
    cosa stà per accadere...
    Mentre la mia sagoma inizia lentamente a perder nitidezza e lucore intorno
    a me ritorna al medesimo ritmo la messa a fuoco...
    Col ritorno tutto svanirà e io non ricorderò,io sò quello che accadrà e quando
    sarà accaduto io non ricorderò...
    Non ricorderò le parole sospese in quel bagliore,quel maledetto significato io
    non lo ricorderò.
    Col ritorno rimarrà nell aria una sorta di sapore,una memoria sbiadita e
    annaspo,annaspo per non lasciarlo svanire completamente.
    Rimane un pensiero fisso,evanescente ma imperante...
    Un ombra immensa,inafferrabile eppure ineluttabile.
    Rimane lì e sussurra e sussurra.

     

    IO.

    SMARRITO

    In piedi poggiato ti chiamo e mi sembra già di sentire il tuo
    calore,come un sorriso che giunge da lontano,
    chiudo gli occhi e inizia una strana danza,
    quella di un birillo che sta per fermarsi...
    un vortice...
    una vibrazione...
    E' così che si palesa la tua essenza...
    una mezzaluna sulle labbra svela il mio sentirti...
    hai fatto capolino e riaccesa la speranza ma ancora sei pur
    lontana...
    ho bisogno di te,TU fiamma TU luce TU viva TU madre TU
    figlia TU mia complice TU me TU solenne...
    Schiacciato sotto un cielo nero annego in questa placida
    frenesia...
    Nel tuo biancore vagheggiano percezioni e un assaggio non
    paga quest'enorme fame...
    Sospeso attendo mentre altra non vita scorre.

     

    IO.

    QUALE TALE

    Conati di tristezza si aggrappano alle viscere e tirano in
    basso.
    Isso in trionfo l'amarezza mentre lo smarrimento si prodiga
    veloce nel riportarmi al via.
    Mi scorre un tempo nelle vene che intorpidisce i miei
    pensieri.
    Non chiamano dall'alto,ravvisano un cambio e
    attendono...colli protesi a cogliere.
    L'eco di questa grotta si allarga in un silenzio.
    Come un Papillon rimiro dallo scoglio e sogno.
    Guardi quel finale allo sfinimento ed ogni volta la sorpresa ti
    prende a morsa...
    occhi increduli viaggiano in un vuoto annunciato.
    Tu artefice e tu colpito...solitudine non chiede venia.
    Cerco riscossa ma l'abbandono suona dolce e morbida la sua
    culla.
    Il mio essere evapora come benzina d'estate e non passa
    inosservato,saturo si evolve verso mire più leggere.
    Non chiedermi,Non chiedermi chi sono...quale rispondere?

     

    IO.

    TRATTENUTO

    E proprio quando tento di spiccare il volo,
    il demone saccheggia il mio spirito e cerca di trattenere la
    mia anima relegandola a più bassi livelli...
    S'alza una cortina di miasmi che m'offuscano la via e
    soffocano il mio respiro....
    conosco il suo gioco,
    vuol provocare i miei cattivi propositi,
    vuol vedermi digrignare i denti per scaturire in me
    quell'illusione di forza che invece non fà che accrescere la
    mia debolezza...
    Guardo al cielo mentre m'appoggio a quest'enorme
    Stanchezza.

     

    IO.

    ENIGMA- The Child In Us

     

    La vergine delle rocce - Leonardo Da Vinci

     

     

    Les Bergers d' Arcadie - Nicolas Poussin

                                                                              ET IN ARCADIA EGO

     

     

     

    Pico Della Mirandola – De Hominis Dignitate

     

     

     

     

    "Ti posi nel mezzo del mondo perché di là meglio tu scorgessi tutto ciò che è nel mondo. Non ti ho fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché di te stesso quasi libero e sovrano artefice ti plasmassi e ti scolpissi nella forma che avresti prescelto. Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori che sono divine. Nell’uomo nascente il Padre ripose semi d’ogni specie e germi d’ogni vita. E a seconda di come ciascuno li avrà coltivati, quelli cresceranno e daranno in lui i loro frutti.”

     

    da "I QUATTRO ACCORDI" di Don Miguel Ruiz

    Essere impeccabili con la parola indica l'uso corretto dell'energia.
    Significa usare l'energia nella direzione della verità e dell'amore del sè.
    Se prendete con voi stessi l'accordo di essere impeccabili con la parola,quell'intenzione farà si che la verità si manifesti attraverso di voi,purificando tutti i veleni emozionali che avete dentro.
    Ma prendere tale accordo è difficile,perchè abbiamo imparato a fare esattamente il contrario.
    Abbiamo imparato a mentire per abitudine,nella comunicazione con gli altri e con noi stessi.
    Non siamo impeccabili con la parola.
    Il potere della parola è usato in modo completamente sbagliato quì all'inferno.
    Lo usiamo per maledire,biasimare,incolpare,distruggere.
    Naturalmente lo usiamo anche nel modo giusto,a volte,ma non molto spesso.
    Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: Ira,gelosia,invidia e odio.
    La parola è magia pura,è il dono più potente che abbiamo a disposizione come esserei umani e la usiamo contro di noi.
    Progettiamo vendette,creiamo caos.
    Usiamo la parola per creare odio tra le razze,le persone,le famiglie e le nazioni e questo uso sbagliato crea e perpetua il sogno infernale.
    Usando male la parola ci denigriamo l'un l'altro,mantenendoci a vicenda in uno stato di timore e dubbio.
    Poichè la parola è la magia che gli esseri umani possiedono e il suo uso errato è magia nera,usiamo la magia nera continuamente,senza esserne coscienti.
     
     

    VORREI MA VOGLIO.

     

    Lo assorbo il dolore,lo guardo in faccia,me lo sento addosso,mi
    divincolo sognando,no volando...
    Io voglio volarci attraverso questa serie infinita di diapositive che
    bruciano in una nuvola di ricordi...
    Io vorrei volarci attraverso come si vola attraverso una foto...
    Voglio passarvi accanto,sfiorarvi,andare un pò più in alto o in obliquo...
    Io vorrei volarci attraverso tutto questo dolore,
    non ho bisogno di andare in alto sognando voli pindarici
    ma anelo una condizione sospesa,ovattata...
    Voglio una luce tenue che ammorbidisca le percezioni,che mascheri le
    lacrime mie...
    Vi guardo il sorriso,mi nasce stupore...
    Vorrei e Voglio in un'altalena storpia...
    Rimango con quello che sento.

     

    IO.

    MI FINGO.

     

    Io mi fingo tra voi e mi sento stretto...
    tiro la maschera in ogni angolo del mio essere per coprir
    sdegno per coprir ribrezzo...
    Puntuale il fianco scoperto si presta al colpo, sii lesto...
    penso sempre a quanto poco io sia desto...
    speriamo che questo sognar mi porti in qualche posto.

     

    IO.

    CERCANDO.

     

    Riesci a scorgere la contiguità o ti fermi sul limitare?
    Quando guardi verso il Velo ti blocchi ad osservarne la
    trama e la consistenza o cerchi di sbirciare oltre quella
    porta fittizia?
    Ti accorgi che quando chiudi gli occhi l'Altro rimane sempre
    aperto?
    Riconosci questa stessa Matrice in quella che credi una
    rappresentazione?
    Vagabondo a testa bassa nei meandri colorati di questo
    vuoto.

     

    IO.

    QUESTO NON CAPIRE.

     

    Troppe grida tutt'intorno...
    Ossa inzuppate Lacrime cadono a pioggia...
    Nessuna ragione riesce a sviscerare l'ingiustizia che ci
    racchiude...
    La deviazione sta nel vedere o nel non capire?
    Qual'è il mio nome?
    Sono solo un ingranaggio rotto?

     

    IO.

    RICHIAMI.

     

    A volte mi sento rapito...
    e arriva quest'indefinita sensazione...
    mi conduce verso l'immagine di luoghi,
    pochi particolari negli occhi ma penetranti emozioni
    tutt'intorno...
    un freddo speciale,un vento,quest'aria soffusa...
    giro lo sguardo e il cemento cede posto a pietre,un tuffo in
    bianco e nero...
    mi appoggio,rido per non cadere...
    gelo nell'aria ma calore nei cuori di lana...
    il mio viso premuto contro questo velo,
    unico scorcio in assenza di porte.

     

    IO.

    CORAGGIOSI.

     

    Ho sempre ammirato di più i Coraggiosi che gli Impavidi...
    non aver paura a mio avviso più che un merito rivela una
    condizione,
    mentre chi affronta una sfida a costo dei timori più
    reconditi compie un'impresa eroica riuscendo,
    attraverso una certa fluidità,
    a plasmare la realtà.

     

    IO.

    LA VIRATA.

     

    Guardo quattro braccia penzolanti che fanno passo e mi interpello...
    che siano automi? o ESSERI?
    cerco di specchiarmi...
    e inizia la DANZA...
    Pitagora,Eraclito e la loro band attaccano sul palco...
    Quante vite ho passato su quei libri rugginosi?
    Quanta polvere ho visto aleggiare contro uno spiraglio di luce?
    Per quanto tempo il mio Nerbo si è piegato a cercare e cercare in
    basso?
    Non confondere l'INDICAZIONE con la META...
    e mentre porto a traino il fedele amico mi interrogo sull'imbocco...
    avrò scelto bene?
    nella domanda si trova già la risposta...
    e mi abbandono nello SCENDERE...
    assaporo la strada sotto questa pianta...
    cerco di percepirla tutta e senza filtri...
    SONO...non ho paura...non ho dubbi...
    incredibile come il canale del SENTIRE benchè ancor sfocato e
    altalenante faccia più strada del LUME...
    volto le spalle a quel fascio accecante per tuffarmi nel VUOTO e lì,
    lì vi ritrovo TUTTI...
    Questa è una virata e ricalcolo la mia rotta.

     

    IO.

    da "UNA REALTA' SEPARATA" di Carlos Castaneda.

    ...Dopo un pò tre uomini si alzarono e se ne andarono;i bambini corsero al loro tavolo e iniziarono a mangiare gli avanzi:in una manciata di secondi i piatti erano puliti.La stessa sorte toccò agli avanzi degli altri tavoli...Mangiavano persino i cubetti di ghiaccio rimasti nei bicchieri d'acqua e le fette di limone del tè,compresa la scorza e tutto il resto.Non sprecavano assolutamente nulla...Dopo tere giorni che li osservavo precipitarsi come avvoltoi sugli avanzi più magri mi venne la depressione,e lasciai la città con la sensazione che non ci fosse speranza per quei bambini,il cui mondo era già stato plasmato dalla loro lotta quotidiana per le briciole.

    <<Ti dispiace per loro?>> esclamò don Juan in tono interrogativo.

    <<Certo>>

    <<Perchè?>>

    <<Perchè mi sta a cuore il benessere dei miei simili.Quelli sono bambini e il loro mondo è brutto e misero.>>

    <<Aspetta!Aspetta!>>Come puoi sostenere che il loro mondo è brutto e misero?>>domandò don Juan,canzonando la mia affermazione.<<Pensi di essere in una posizione migliore,non è vero?>>

    Annuii,mi chiese perchè,e dichiarai che il mio mondo,paragonato al loro,era infinitamente più vario e ricco di esperienze e di opportunità per la mia soddisfazione e la mia crescita.

    Don Juan rise in modo amichevolee sincero,e affermò che parlavo a vanvera,che non avevo alcun modo di sapere nulla della ricchezza e delle opportunità nel mondo di quei bambini....

    ...Credevo onestamente che quei ragazzini non avessero nessuna possibilità della benchè minima crescita intellettuale.

    Sostenni la mia opinione ancora per un pò e allora don Juan mi chiese seccamente:<<Non mi hai detto,una volta,che a tuo parere il risultato più grande era quello di diventare un uomo di sapere?>>

    Lo avevo detto,e ripetei ancora che secondo me diventare un uomo di sapere era una delle più grandi realizzazioni intellettuali.

    <<Pensi che il tuo mondo ricco potrebbe mai aiutarti a diventare un uomo di sapere?>>chiese don Juan con leggero sarcasmo.

    Non risposi e allora riformulò la stessa domanda in termini diversi,cosa che faccio sempre con lui quando penso che non capisca.

    <<In altre parole>>disse con un sorriso aperto,consapevole che mi ero accorto del suo stratagemma<<la tua libertà e le tue opportunità possono aiutarti a diventare un uomo di sapere?>>

    <<No>> risposi con enfasi.

    <<Allora come puoi sentirti triste per quei bambini?>>domandò serio.<<Ciascuno di loro potrebbe diventare un uomo di sapere.Tutti gli uomini di sapere che conosco erano bimbi come quelli che hai visto mangiare avanzi e leccare i tavoli.>>

    L'argomentazione di don Juan mi procurò una sensazione di disagio.Avevo provato tristezza per quei bambini bisognosi non perchè non avevano abbastanza da mangiare,ma perchè secondo il mio termine di paragone il loro mondo li aveva già condannati a essere inadeguati intellettualmente.Eppure,secondo il punto di vista di don Juan,ciascuno di loro poteva raggiungere ciò che credevo essere l'epitome della realizzazione intellettuale dell'umanità,l'obbiettivo di diventare un uomo di sapere.Il motivo per cui provavo pietà per loro era assurdo.Don Juan mi aveva inchiodato in maniera davvero abile.

    <<Forse hai ragione,ma come si può evitare il desiderio,il desiderio sincero,di aiutare i nostri simili?>>gli chiesi.

    <<Come pensi che si possa aiutarli?>>

    <<Allegerendo il loro fardello.Il minimo che si possa fare per i nostri simili è cercare di cambiarli.Tu stesso sei coinvolto in questo sforzo.Non è vero?>>

    <<No,non lo sono.Non so nè cosa nè perchè cambiare qualcosa nei miei simili.>>

    <<E che cosa dici a proposito di me,don Juan?Non mi insegnavi percè potessi cambiare?>>

    <<No non sto cercando di fare ciò.Può accadere che un giorno tu possa diventare un uomo di sapere-non c'è modo di prevederlo-,ma ciò non ti cambierà.Un giorno forse potrai VEDERE gli uomini in un altro modo e allora capirai che non è possibile modificare nulla di loro.>>

    <<Qual'è mai quest'altro modo di vedere gli uomini,don Juan?>>

    <<Gli uomini appaiono diversi quando VEDI.Il fumino ti aiuterà a VEDERLI come fibre luminose.>>

    <<Fibre luminose?>>

    <<Si fibre,come filamenti sottilissimi simili a ragnatele bianche che li avvolgono dalla testa all'ombelico.Di conseguenza,un uomo appare come un uovo di fibre fluttuanti,e le braccia e le gambe sono raggi di luce che si dipartono in tutte le direzioni.>>

    <<E' così che ognuno appare?>>

    <<Si.Inoltre ogni uomo è in contatto con il resto del mondo non attraverso le mani,ma tramite un fascio di lunghe fibre che si estendono in tutte le direzioni partendo dal centro dell'addome.Sono queste fibre a collegarlo all'ambiente circostante;esse mantengono il suo equilibrio,gli danno stabilità.Così,come un giorno potrai vedere,ogni uomo è un uovo luminoso,re o mendicante che sia,e non c'è modo di cambiare alcunchè;o meglio,che cosa si potrebbe cambiare in quell'uovo luminoso?Che cosa?>>

     

     

    NON SIETE PAZZI VI STATE SOLO SVEGLIANDO

    In questo periodo, unico nella storia di questo pianeta, un grande miracolo sta avvenendo nella vita delle persone, il risveglio della coscienza, per costoro la vita non sarà mai più la stessa. Uomini e donne si stanno riconnettendo con la propria anima, molti stanno soffrendo perchè non si sentono più parte della società. Non si sentono compresi nel loro meraviglioso cambiamento evolutivo, proverete un allontanamento da familiari amici, e tutto ciò che vi circonda. Solitudine nella propria famiglia che inevitabilmente fa fatica a comprendere i tuoi cambiamenti così radicali, questo è il risultato di grossi cambiamenti interiori a livello di DNA e coscienza, questo passerà. Voi sarete spazialmente cambiati e vi sentirete come se steste camminando tra due mondi, poichè la vostra consapevolezza transita nella nuova energia e il corpo talvolta rimane indietro. Avrete una sensazione di solitudine anche in compagnia di altre persone.

    Sentire il bisogno di solitudine e di passare più tempo in mezzo alla natura per aiutare la nuova energia a radicarsi, perdita di passione, poco o nessun desiderio, questo fa parte del processo. Accettate questo momento, questo passerà, è simile alla riprogrammazione di un computer, avete bisogno di spegnere per un breve periodo, desiderio di condividere conoscenza, saggezza, verità con gli altri. Incremento della gnosi, capacità di comprendere i misteri nelle parole e scritture. Distacco dai mezzi di comunicazione negativi, predilezione per un'alimentazione più consapevole e naturale, maggiore tolleranza verso il prossimo e le differenze. Desiderio profondo di libertà e rifiuto totale di qualsiasi schema o programma sociale limitativo o ingannevole, profonda consapevolezza dell'esistenza della vita in più dimensioni e mondi. Consapevolezza che siamo tutti interconnessi e siamo tutti l'uno, sappi che non sei solo ne pazzo, ma ci sono milioni di persone nel mondo che condividono questo risveglio con te.

    L'uomo è destinato a cambiare e il mondo con esso, o si cambia o tutto si ripete.

    La Verità ci Rende Liberi

    dal Vangelo apocrifo di Filippo.

    10.) La luce e le tenebre, la vita e la morte, ciò che è a destra e ciò che è a sinistra, sono fratelli fra di loro: non è possibile separarli. Per questo motivo né i buoni sono buoni, né i cattivi sono cattivi, né la vita è vita, né la morte è morte. Perciò ciascuna cosa sarà distinta secondo l’origine del suo essere. Ma quelli che sono innalzati sopra il mondo sono indissolubili ed eterni.

    11.) I nomi che vengono dati alle cose terrestri racchiudono un grande inganno, perché distolgono i cuori da concetti che sono autentici verso concetti che non sono autentici. Chi sente la parola “Dio” non intende ciò che è autentico, ma intende ciò che non è autentico. Così pure per “Padre” e “Figlio” e “Spirito Santo” e “Vita” e “Luce” e “Resurrezione” e “Chiesa” e tutti gli altri nomi non s’intende ciò che è autentico, ma s’intende ciò che non è autentico. A meno che non si sia venuti a conoscenza di ciò che è autentico, questi nomi sono nel mondo per ingannare. Se essi fossero nell’eone, non sarebbero nominati ogni giorno nel mondo e non sarebbero mescolati tra le cose terrestri. Essi hanno la loro fine nell’eone.

    13.) Gli arconti vollero ingannare l’uomo, perché essi videro che egli aveva la stessa origine di quelli che sono veramente buoni. Essi presero il nome delle cose che sono buone e lo diedero alle cose che non sono buone, per potere, per mezzo dei nomi, ingannare gli uomini e legarli alle cose che non sono buone. E poi, se essi fanno loro un favore, li allontanano da ciò che non è buono e li collocano in ciò che è buono, quello che essi conoscono. Perch’essi hanno deliberato di prendere l’uomo libero e fare di lui un loro schiavo, per sempre.

    14.) Vi sono potenze che danno questo all’uomo non volendo che egli sia salvo, per poter diventare suoi dominatori. Perché se l’uomo è loro schiavo vengono fatti sacrifici e si offrono animali alle potenze. E ciò che essi hanno offerto è bensì vivo, ma dopo che l’hanno offerto muore. Quanto all’uomo, fu offerto morto a Dio, ed è vissuto.

    SIC MUNDUS CREATUS EST

    LA TAVOLA DI SMERALDO.

     

    I. Egli è vero senza menzogna, certo e verissimo.

    II. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare i miracoli della Cosa Unica.

    III. E poiché tutte le cose sono e provengono da Una, per la mediazione di Una, così tutte le cose sono nate da questa Cosa Unica mediante adattamento.

    IV. Il Sole è il padre, la Luna è la madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.

    V. Il Padre di tutto, il Fine del mondo è qui; La Sua forza è intera se essa è convertita nella Terra.

    VI. Tu separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dal grosso, dolcemente e con grande industria.

    VII. Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza dalle cose superiori ed inferiori.

    VIII. Tu avrai con questo mezzo tutta la gloria del mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te.

    IX. C’è la Forza più forte di tutte le forze, perché vincerà tutte le cose sottili e penetrerà tutte le cose solide.

    X. È così che tutto il mondo è stato creato.

    XI. Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui.

    XII. È perciò che sono stato chiamato Ermete Trismegisto, avendo le tre parti della filosofia del mondo.

    XIII. È completo ciò che ho detto del lavoro del Sole.

    IO,CHE NON ESISTO.

     

    La sequenza scorre a velocità parallele...
    quella della scena e la Mia...
    Questo si traduce in una sovrapposizione...
    Il suo parlare dondolante condito dai gesti,seduto...
    Il mio parlare senza voce...
    Come un fiume si spande nella stanza in maniera eterea ed
    impercettibile,non si vede ma sò che è così,lo sò...
    Metto meglio a fuoco la sua figura,comprendo il suo non capire e mi lascia
    smarrito,come accade ogni volta!
    Cerco di guardargli dentro ma arrivo solo ad i suoi occhi e mi basta...sono
    scuri,sono vuoti...
    Istantaneamente prendo coscienza che non potrà capirmi...
    Provo lo stesso ad insistere ma è solo per l'altra parte della scena,
    è solo un gesto meccanico che prosegue quella sequenza,ma da quest'altra
    parte c'è silenzio e commiserazione...
    Quest aria pulsa densamente,lentamente e riempie la stanza donandole una
    consistenza d'onda...
    Ci ho provato,ma non è importante...
    Nessuno può aiutare Nessuno,me lo ripeto di continuo...
    Nessuno può insegnare Nulla a Nessuno...
    Posso solo mettermi a nudo e condividere la mia consapevolezza,
    il resto spetta all altro,un atto legato unicamente alla sua volontà...
    Non è più un mio problema...
    Eppure continua ad aleggiare questo sentimento così umano di Tristezza...
    La Tristezza,che non esiste!
    Di solitudine...la Solitudine che non esiste!
    Di paura...la Paura che non esiste!
    Di ME...Me che non ESISTO!

     

    IO.

    IL SUSSURRO SORDO.

     

    Arriva all'improvviso insieme all'assenza...
    Tutto è intorno,però più immobile,però più sfocato...
    Inizia un movimento sordo e frenetico...
    Sono accecato,investito, ma i miei occhi non se ne accorgono,
    guardano e non vedono.
    Il seme è così piccolo eppur così grande...
    E' sempre lì alla tua portata eppur non lo vedi.
    In quest'attimo tutto è chiaro,
    ho risposte,
    sono ovvie,
    riconosco il loro nome,
    le sento mie,
    mi donano pace e la calano su tutto...
    Ma un ombra scuote il mio torpore e senza lo sguardo corro oltre,intuisco
    cosa stà per accadere...
    Mentre la mia sagoma inizia lentamente a perder nitidezza e lucore intorno
    a me ritorna al medesimo ritmo la messa a fuoco...
    Col ritorno tutto svanirà e io non ricorderò,io sò quello che accadrà e quando
    sarà accaduto io non ricorderò...
    Non ricorderò le parole sospese in quel bagliore,quel maledetto significato io
    non lo ricorderò.
    Col ritorno rimarrà nell aria una sorta di sapore,una memoria sbiadita e
    annaspo,annaspo per non lasciarlo svanire completamente.
    Rimane un pensiero fisso,evanescente ma imperante...
    Un ombra immensa,inafferrabile eppure ineluttabile.
    Rimane lì e sussurra e sussurra.

     

    IO.

    VOLANDO VIA.

     

    Ma l'accidia mi divora e molto rimane nei miei pensieri che
    presto volano via...
    continui viaggi e storie...
    ogni situazione è spunto,ogni dettaglio può rivelare un
    mondo...
    e quando penso che dovrei fissarli,bloccarli per renderli
    definiti allora mi abbandono ad un dolce piacere,
    quel piacere che celebro dentro di me divorando emozioni
    che si liberano da parole immaginate e sentite...
    le lascio lì,assaporandole fino alla fine, fino al momento in
    cui sfocatamente iniziano ad andarsene...
    e rimango con quel dolce sapore in bocca di quei momenti
    unici,di cui ho goduto come uno spettatore solitario in un
    magnifico teatro...

     

    IO.

    BEATAMENTE PERSO(NEI MIEI PENSIERI).

     

    Seduto in strada mi perdo nel pensar che per vari e ovvii motivi
    questa sarebbe l'ora migliore per darsi da fare,
    l'ora in cui la città si riscuote dal caldo soffocante del pomeriggio
    e si prepara per la cena fuori,
    per la serata estiva,
    carica di suoni,profumi e di quelle atmosfere da sogno che
    sospese per questi pochi mesi puntualmente svaniranno con le
    prime piogge e le prime riaperture.
    Beh per me invece, questo momento,
    è proprio l'ora perfetta per perdermi in un dolce far niente.
    Accompagnato da profumi e sapori esotici mi abbandono nello
    scorrere altrui e curioso come da bambino guardo persone auto e
    situazioni arrivare da lontano,sfilarmi dinanzi o di lato e poi
    andarsene verso una meta che cerco di intuire come sarebbe
    possibile intuire l'universo guardando un cielo stellato...
    Al più si può sognare incuriositi e regalarsi un pò di ossigeno
    dall'apnea del mondo.

     

    IO.

    DIRETTO ALL'INDIETRO.

     

    E malato di nostalgia cammino inevitabilmente con
    lo sguardo all'indietro...
    Le mani in tasca e faccio spallucce...
    Lacrime atipiche,timide lungo il viso,in quella
    commistione di gioia e dolore che si prova nel lungo
    ed interminabile commiato...

     

    IO.

    D'UN TRATTO MI DILATA. (JUAN RAMON JIMENEZ)

    D’un tratto, mi dilata
    la mia idea,
    e più grande mi fa dell’universo.

    Allora, tutto sta
    dentro di me.

    Stelle dure, mari profondi,
    idee d’altri, terre vergini, sono la mia anima.

    E a tutto comando io,
    mentre senza comprendermi,
    tutto pensa a me.

    IO NON SONO IO (Juan Ramon Jimenez)

    Io non sono io
    Sono colui
    che cammina accanto a te senza che io lo veda;
    che, a volte, sto per vedere,
    e che, a volte, dimentico.
    Colui che tace, sereno, quando parlo,
    colui che perdona, dolce, quando odio,
    colui che passeggia là dove non sono,
    colui che resterà qui quando morirò.

     

    Da "Il lato attivo dell'infinito" di Carlos Castaneda

    <<In difetto non sono quelli che ti circondano>> replicò lui. <<Loro non possono evitare di essere quello che sono.Tu sei in difetto,perchè invece di aiutare te stesso preferisci giudicare loro. Ma solo gli idioti giudicano.
    Giudicandoli, non farai altro che tirare fuori il loro lato peggiore. Siamo tutti prigionieri ed è questa prigionia a indurci ad agire con tanta meschinità. La tua sfida sta nel prendere gli altri così come sono. Lasciali in pace.>>
     

    Don Juan Matus

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    SMARRITO.

     

    In piedi poggiato ti chiamo e mi sembra già di sentire il tuo
    calore,come un sorriso che giunge da lontano,
    chiudo gli occhi e inizia una strana danza,
    quella di un birillo che sta per fermarsi...
    un vortice...
    una vibrazione...
    E' così che si palesa la tua essenza...
    una mezzaluna sulle labbra svela il mio sentirti...
    hai fatto capolino e riaccesa la speranza ma ancora sei pur
    lontana...
    ho bisogno di te,TU fiamma TU luce TU viva TU madre TU
    figlia TU mia complice TU me TU solenne...
    Schiacciato sotto un cielo nero annego in questa placida
    frenesia...
    Nel tuo biancore vagheggiano percezioni e un assaggio non
    paga quest'enorme fame...
    Sospeso attendo mentre altra non vita scorre.

     

    IO.

    QUALE TALE.

     

    Conati di tristezza si aggrappano alle viscere e tirano in
    basso.
    Isso in trionfo l'amarezza mentre lo smarrimento si prodiga
    veloce nel riportarmi al via.
    Mi scorre un tempo nelle vene che intorpidisce i miei
    pensieri.
    Non chiamano dall'alto,ravvisano un cambio e
    attendono...colli protesi a cogliere.
    L'eco di questa grotta si allarga in un silenzio.
    Come un Papillon rimiro dallo scoglio e sogno.
    Guardi quel finale allo sfinimento ed ogni volta la sorpresa ti
    prende a morsa...
    occhi increduli viaggiano in un vuoto annunciato.
    Tu artefice e tu colpito...solitudine non chiede venia.
    Cerco riscossa ma l'abbandono suona dolce e morbida la sua
    culla.
    Il mio essere evapora come benzina d'estate e non passa
    inosservato,saturo si evolve verso mire più leggere.
    Non chiedermi,Non chiedermi chi sono...quale rispondere?

     

    IO.

     

     

    CATALIZZATORI.

     

    Cerco l'espediente e catalizzo la via...
    Lo sfocato del mio essere spinge per andare oltre...
    Fitte ed ariose trame bloccano l'intento...
    Stampata la mia forma trapela soffocata a bocca aperta.

     

    IO.

     

    MURI INVISIBILI.

     

    Muri invisibili mi schiantano contro ed in
    quest'anelito di libertà continuo a sbatter
    l'immagine riflessa di me stesso...
    Privo di coscienza non sò specchiarmi.

     

    IO.

    TRA SOTTO E SOPRA.

     

    Ritraggo le gambe mentre volo radente su questa
    distesa di mani lorde e grigie,levate in aria a
    trattenere...
    Chiedo ancora sforzo ad ali malconce ed
    appesantite...
    Verso l'alto si trova l'inganno,
    sotto di me gli Usurpatori...
    Anelo un rifugio a mezz'aria che mi conceda respiro.

     

    IO.

    SOGNO.

     

    O sogno tienimi ancora un pò tra le tue braccia,
    culla questo male che mi rende sveglio quando non vorrei e
    chiude i miei occhi nell'ora del vedere...
    O sogno rendi sfocati i contorni di questa realtà,
    che io possa viver in te anche quando l'occhio fuori sarà
    desto e quello di dentro farà luce su questo lungo cammino.
    Allora il dolore non saprà più trovarmi perchè tu sarai
    rifugio e tra le tue pieghe si libererà l'anima mia.
    Sospeso come una nuvola sarò al di sopra e in questa
    profonda assenza scorgerò la vita.

     

    IO.

    QUESTO NON EQUILIBRIO.

     

    Quante volte ho maledetto questa benedizione che m'è
    toccata.
    Il ventre stracciato e l'anima mia ritorta su se stessa.
    Turbini nella mia mente che mai si cheta,lampi nei miei
    occhi.
    Questo fuoco che inesorabilmente mi divora e l'immagine di
    me stesso che nulla rivela.
    Vorrei urlare,piangere,tanto piangere ma nulla è rimedio
    per questa compagna che a volte maledico e spesso stringo a
    me.
    Benedizione e maledizione,forza e debolezza,gioia e dolore
    tutto questo tu sei dentro me.
    E mi ritrovo con le lacrime agli occhi di nuovo in bilico su
    questa fune,stanco e impaurito.
    Eterno equilibrista del mio essere.

     

    IO.

    MetafisicaMente.

     

    Mi affaccio su questo deserto a tinte strane...
    Assale un atmosfera Ocra,degna del miglior Giorgio...
    Resto immobile in alto...
    Una consapevolezza sbiadita mi avvolge mentre una tenue nitidezza esorta il
    mio sguardo a mirare avanti in basso...
    E' un pò che mi chiami,son quì...
    Parlo senza parole...
    Perdo peso dal terreno e mi libro in avanti...
    E' un volo lentissimo,leggero,ho la sensazione di poterlo abbaracciare questo
    scorcio...
    E' tutto così profondo eppur racchiuso...come il cielo su una tela...
    Vorrei che la corsa non si fermasse mai...voglio restare...chiedo cose a
    nessuno...
    Non voglio tornare,in altri tempi avrei terrore ma ora non voglio tornare...
    Voglio rimanere sospeso a farmi guardare da tutto quel niente là sotto...
    Eppure sento tanto calore...
    Brividi lungo la schiena come cascate mi lascian senza respiro...
    Solco dall aria questo immenso oceano pastello pensando che non voglio
    tornare,lo dico in giuramento,Io non voglio tornare...
    L'Anima mia non tollera più Mortificazioni...
    Vedo solo orde di fiamme spente
    E stanco di gridare a muti orecchi ripiego su me stesso...
    Penso al mio viaggio.
    Io Penso al mio Viaggio e quì dentro non ci voglio nessuno.
    Mi stringo alla mia Misantropia rivolto altrove...
    Rimango per altro tempo ancora...
    Perso ed Immerso in quest aria sconfinata e trasparente.

     

    IO.

    SOSPIRO.

     

    L'esplosione e' dentro, la follia rimane fuori...
    Porte chiuse al mio viaggio non placano l'immagine riflessa...
    Spingo per andare oltre ma nulla cede...
    rimugino una fuga tenendola segreta,ma non troppo...
    Ogni colpo batte la testa del chiodo...
    il dolore ti blocca...
    lo smarrimento tende la mano,vuole danzare...
    piroette lente a mimare cicli...
    Vorrei un Cicerone ma il viaggio e' solitario...
    Chiedo all'aria.
    Un abbraccio in dono.
    Calore ma non chiarezza...meglio di niente...
    La luce soffusa,giro in tondo...
    Alta e' la cupola ma non quanto il cielo...
    Vibrazioni mi stravolgono Urla riecheggiano...
    Un barlume di QUALITÀ ma non e' abbastanza...
    SOSPIRO.

     

    IO.

    da "L'isola del Tonal" di Carlos Castaneda

    " Quando moriamo, moriamo con la totalità di noi stessi.Uno stregone si pone la domanda: " Se moriremo con la totalità di noi stessi,perchè non vivere,anche,con quella totalità?"

    Don Juan

    da "Il Potere Del Silenzio" di CARLOS CASTANEDA

    Penso che loro si aspettassero che la mia famiglia sarebbe andata a chiedere il corpo per dargli adeguata sepoltura.Ma la mia famiglia non si presentò affatto>>

    <<Andasti a cercarli,don Juan?>>

    <<No gli stregoni non vanno mai in cerca di nessuno>> replicò.<<E io ero uno stregone. Avevo pagato con la vita l'errore di non sapere di essere uno stregone e che gli stregoni non si uniscono mai a nessuno.>>

    <<Da quel giorno in poi ho accettato solo la compagnia o l'affetto di individui o guerrieri morti come me.>>

    da "Fuga dalla Libertà" di Erich Fromm

    La nostra analisi si presta dunque alla conclusione che esiste un circolo vizioso che porta dalla libertà a una nuova dipendenza?

    La libertà da tutti i legami primari rende l'individuo così solo e isolato che inevitabilmente deve fuggire in una nuova schiavitù?
    L'indipendenza e la libertà si identificano con l'isolamento e la paura? O c'è uno stato di libertà positiva,in cui l'individuo esiste come essere indipendente e tuttavia non è isolato,ma unito al mondo,agli altri uomini e alla natura?
    Riteniamo che sia possibile dare una risposta positiva,che il processo di sviluppo della libertà non costituisca un circolo vizioso,e che l'uomo possa essere libero eppure non solo,capace di critica eppure non oppresso dai dubbi,indipendente eppure parte integrante dell'umanità.
    L'uomo può raggiungere questa libertà conoscendo se stesso,essendo se stesso. Che cos'è la realizzazione del proprio essere?
    I filosofi idealisti hanno sostenuto che la conoscenza di sè può essere raggiunta solo mediante la percezione intellettuale. Hanno voluto spaccare la personalità umana perchè la natura dell'uomo potesse venir soppressa e sorvegliata dalla sua ragione.
    La conseguenza di questa spaccatura,però, è stata che non solo la vita emotiva dell'uomo,ma anche le sue facoltà intelletuali sono rimaste menomate.
    La ragione,diventando un guardiano messo a sorvegliare il suo prigioniero-la natura- è diventata anch'essa prigioniera; e così ambedue le parti della personalità umana,la ragione e il sentimento,sono rimaste menomate.
    Noi riteniamo che la realizzazione dell'io si compia non solo per mezzo di una atto intellettuale,ma anche mediante la realizzazione della personalità totale dell'uomo,per effetto dell'espressione attiva delle sue possibilità emotive e intellettuali.
    Queste possibilità sono presenti in tutti; diventano reali solo nella misura in cui vengono espresse.
    In altre parole,LA LIBERTA' POSITIVA CONSISTE NELL'ATTIVITA' SPONTANEA DELLA PERSONALITA' TOTALE.[...] L'attività spontanea non è l'attività coatta,alla quale l'individuo è spinto dall'isolamento e dall'impotenza; non è l'attivtà dell'automa,che è assimilazione acritica di modelli suggeriti dall'esterno.
    L'attività spontanea è libera attività dell'io e implica,psicologicamente,quello che la radice latina della parola,SPONTE,significa letteralmente: DI PROPRIA LIBERA VOLONTA'.
    Per attività non intendiamo il "far qualcosa",ma quell'attività creativa che può operare nelle proprie esperienze emotive,intelletuali e sensuali,e anche della propria volontà.
    Un presupposto di questa spontaneità è l'accettazione della personalità totale,e l'eliminazione della spaccatura tra "ragione" e "natura"; infatti solo se l'uomo non reprime parti essenziali del proprio essere,solo se è diventato trasparente a se stesso,e solo se le diverse sfere della vita hanno raggiunto una fondamentale integrazione,è possibile l'attività spontanea.

    FRIEDRICH NIETZSCHE, Frammenti postumi 1888-1889

     

    Il mondo che in qualche modo ci interessa è falso,

    ossia non è una realtà, bensì un’invenzione

    e un arrotondamento di una magra somma di osservazioni;

    esso è fluido,

    come qualcosa che diviene,

    come una falsità che si sposta sempre di nuovo

    e che non si avvicina mai alla verità,

    perché –

    non c’è una verità.”

     

     

    FRIEDRICH NIETZSCHE,

    Frammenti postumi 1888-1889

    da Smascheramento dello smascheramento

    Smascheramento dello smascheramento

     

    La stretta relazione che Nietzsche coglie tra le regole grammaticali-sintattiche del linguaggio e la struttura della coscienza mostra che l’interiorizzazione delle prescrizioni della società e di coloro che in essa comandano procede anche attraverso il linguaggio: le regole della logica, i principi del pensiero impediscono all’individuo di procedere oltre lo schema di pensiero che la ragione impone. Il fatto che non si possa pensare il contrario di una proposizione, in luogo di testimoniarne la veracità, ne attesta il carattere di finzione, utile al mantenimento e allo sviluppo di un particolare modo di vita. L’accettarla per vera è tutto l’opposto dello sguardo disinteressato e obiettivo dello scienziato, ma è mosso dall’interesse e quindi, secondo i tradizionali criteri di obiettività, aperto all’errore.

     

    Noi crediamo alla ragione: ma questa è la filosofia dei grigi concetti. La lingua è costituita sui più ingenui pregiudizi. Ora, noi leggiamo problemi e disarmonie perché pensiamo unicamente nella forma del linguaggio- e quindi crediamo all’eterna verità della ragione (ad esempio: soggetto, predicato ecc.). Noi cessiamo di pensare se vogliamo farlo senza la costrizione del linguaggio, noi giungiamo perfino a dubitare di vedere qui un confine in senso proprio. Il pensiero ragionante è un interpretare conformemente ad uno schema che noi non possiamo eliminare.”

     

    estratto da un articolo su F.W. NIETZSCHE

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