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xileablu 30 marzo

“Dietro una persona
piena di rabbia 
prima ancora dell'urlo 
c'è un abbraccio di meno 
un occhiolino contrario
c'è un bacio non stampato bene
una presenza appassita
o un'assenza piena,
prima di combattere quella rabbia
potremmo amare quel vuoto

dietro il terrore del buio
non c'è un uomo pauroso
ma un'infanzia senza abat-jour

dietro una persona 
colma di insicurezze
prima ancora del suo dubbio
c'è una pacca sulle spalle non ricevuta
non c'è stato un “stai andando bene, mi fido di te”
manca la forza degli altri come regalo,
c'è un isolamento forzato
o una solitudine esile,
prima di giudicare
potremmo abbracciarla più forte

dietro la paura di amare
non c'è un uomo senza cuore
ma un incantesimo preso a calci

dietro una persona
dannatamente fragile
prima ancora della debolezza
si nasconde una guerra lunga e stancante,
prima di deriderlo
potremmo stargli accanto, unirci in battaglia”.

[Gio Evan]

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Bella questa estate... 

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Un tempo sarebbe stato facile amarmi.
Ero dolce.
Credevo nelle promesse, nelle parole.
Giustificavo tutto, anche il male che sentivo e non ammettevo.
Mi prendevo la colpa, anche se non la capivo.
Pur di non perdere chi amavo, sopportavo ogni mancanza, anche quando mancavo io e non sapevo più ritrovarmi.
Abbracciavo senza chiedere nulla in cambio.
Ero indifesa.
Da proteggere.
Da distruggere.

Oggi è difficile amarmi, restarmi accanto.
Rispettare i miei spazi, comprendere i miei silenzi, la mia indipendenza, il mio bisogno di vivere e di costruire usando solo le mie forze.
Io che del mio equilibrio cercato, sofferto e trovato ne faccio un vanto da gridare al presente ogni giorno.Io che credo nell’Amore molto più di ieri.
Amore che non ha nulla a che fare con le briciole, con l’arroganza, con l’assenza, con l’infedeltà.

Oggi è difficile amare la donna che sono diventata. Dopo i sogni sfumati, le ali spezzate, le labbra spaccate.
Sicura delle mani da stringere che vorrei e degli occhi che non vorrò più incrociare.
È difficile.
Forse è impossibile.
Sicuramente è raro incontrare un’anima che ci ami oltre noi stessi, dove fingiamo di essere forti mentre imploriamo gli abbracci di chi possa amarci sapendoci fragili e imperfetti.

Io dell’amore non so molto, forse.
Non posso insegnarlo.
Ma so che ha a che fare con il rispetto.
E con le scelte che non s’impongono, ma si costruiscono.
Insieme.
Quando si diventa l’unica scelta e mai un’opzione tra tante.

Alla ragazza che sono stata devo tanto, soprattutto scuse.
Alla Donna che sono, un promemoria:
ricordati delle tue ali, ricordati di te
All'amore, a quello come dico io.

        Natascja Di Berardino

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Chi ti stressa, ti ingrassa. 

Il cortisolo, l'ormone che
si libera in seguito alle
sollecitazioni, ci fa apparire
gonfi, riduce il muscolo e
aumenta il grasso. 

Prima di eliminare pasta e
pane, eliminate i rompicoglioni! 

Dal web

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Abbi cura dell’incanto che sei
della gentilezza in cui credi.
Della tua dolcezza fuori controllo. 
Della pace che coltivi in ogni abbraccio.
Mentre là fuori, è guerra.

Abbi cura di te. 
Della tua inquietudine.
C’è chi la chiama ansia.
C’è chi lo chiama panico.
Sappi che non è un mostro
e che se è venuto a cercarti
è perché ti sei persa.
Perché hai smesso di ascoltarti.

Abbi cura di chi ti ha reso Poesia.
Di quel dolore che hai saputo affrontare.
Di quell’Amore che hai lasciato andare. 
Di tutte le volte che hai fatto un passo indietro
e per gli altri, hai chiesto scusa.
Di tutto ciò che non ti fa assomigliare a niente.
Di tutto ciò che ti fa sentire viva.
Sbagliata, unica e diversa.
Abbine cura.
Oggi piú che mai
questo mondo ha bisogno
di meraviglie come te.

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Ti porto da me.
Ma non per far l’amore.
Che tu chissà come lo fai.
Secondo me mordi il cuscino.
Secondo me quando ti piace
fai un casino.
Comunque no
non è per quello.
Di stanze ne avrai già viste tante.
E la mia non è così diversa dalle altre.
Vorrei che succedessi piano. 
Partire dal presente.
E andarcene lontano.
Ti porto qui da me.
Tra i gesti involontari del pensiero
Tra le mie infinite fantasie. 
I miei infiniti viaggi.
Quelli che io chiamo poesie. 
A passo di rugiada.
Tra i miei liquori
e le mie birre.
Dove per me
è sempre tardi.
Ma tu troverai 
un angolo di cielo
per sdraiarti.
Là fuori è pieno
di gente, di dottori
che studiano la vita
con apparecchi strani
ma nella mia anima
nessuno 
vuole metterci le mani.
Sai cosa ti dico?
Me lo tengo
frantumato questo cuore.
Che fa una rumore strano.
Disordinato e bello.
Come tutte le cose mezze rotte.
Una stella in mezzo al petto
che s’incendia quando è notte.
Si sente anche da qui. 
Tu che ne pensi?
Ma sì, lasciamolo così.
Fanculo questa vita.
Fanculo anche la morte.
Vieni qui.
Abbracciami più forte.
Dimmi che ci sei.
E dopo taci. 
Soffro di sindrome
da umore
parzialmente seminterrato.
Se mi porti un po’ di luce
giochiamo ai baci.

(Andrew Faber)

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